Insonnia E' una condizione patologica molto frequente, che può presentarsi a qualsiasi età della vita e che è più frequente nel sesso femminile. Nella maggior parte dei casi si tratta della cosiddetta insonnia situazionale, secondaria a stress emotivi più o meno intensi, che può anche scomparire spontaneamente con la scomparsa dei fattori stressogeni scatenanti. Può essere caratterizzata da difficoltà all'addormentamento oppure da risveglio precoce o da entrambi. Erba Consigliata Escolzia Cresce nelle zone aride ai margini dei deserti della California dove venne scoperta alla fine del Settecento dal botanico russo Eschscholtz che la fece conoscere e diffondere in Europa con il nome di "papavero californiano". Dalla parte aerea dell'Escolzia si ricava l'estratto secco nebulizzato e titolato in protopina allo 0,2%, secondo la Farmacopea francese. Attenzione: controllate bene che, sul prodotto che acquistate sia indicata una titolazione nell'ordine dello 0,3% circa. Titolazioni molto più basse non danno la stessa garanzia di efficacia. Quando serve: la principale azione di questa pianta è a livello del sistema nervoso centrale, dove svolge attività favorente il sonno, senza causare stordimento al momento del risveglio, poichè tale effetto non supera le 6 ore. L'Escolzia è più attiva nelle femmine rispetto ai maschi, e può avere azione antidolorifica generale legata in buona parte a sedazione di origine centrale. Il suo meccanismo d'azione non è ancora ben chiarito ma sperimentalmente è stato visto che riduce la reattività delle cellule della corteccia cerebrale svolgendo un'azione che favorisce il rilassamento muscolare e stimola i centri del sonno. La somministrazione: Estratto secco titolato in protopina min. 0,2%.Quantità giornaliera: 250-500 mg di estratto secco al giorno (corrispondenti a 0,5-1 mg di protopina) alla sera 1/2 ora prima di dormire per almeno due settimane e poi al bisogno. Controindicazioni: sconsigliato alle donne in gravidanza, allattamento. Passiflora Pianta originaria delle foreste umide dell'America tropicale, è una grande liana rampicante che può raggiungere gli 8-9 metri di altezza e che veniva coltivata già dagli Aztechi. Fu importata in Europa dai missionari spagnoli che evangelizzarono il Sudamerica e videro nel suo fiore i segni della passione di Cristo: le 3 stigme del nucleo floreale rappresentano i chiodi, le 5 antere indicano le ferite, la corolla è la corona di spine e i 10 petali gli apostoli, con l'esclusione di Giuda e di Pietro. Per questo lo chiamarono fiore della passione, Passiflora. Dalla sua parte aerea si ricava l'estratto secco nebulizzato e titolato in iperoside minimo 0,3%, secondo la Farmacopea italiana. Quando serve: possiede azione sedativa sul sistema nervoso centrale, soprattutto a livello della zona motoria del midollo spinale e dei centri del sonno. Utile soprattutto nell'insonnia di tipo cerebrale, dove provoca un sonno simile a quello fisiologico e un risveglio senza stordimento. Non sembra causare farmacodipendenza. L'effetto sedativo della pianta è stato dimostrato nel ratto anche con tracciati elettroencefalografici, che sono molto simili a quelli degli animali trattati con le benzodiazepine. Uno studio clinico controllato effettuato su pazienti affetti da disturbi ansiosi ha dimostrato che la somministrazione per un mese di estratto secco di Passiflora migliora significativamente il punteggio ottenuto nel test di Hamilton nel 43% dei soggetti trattati, mentre ciò si verifica solo nel 25% dei pazienti che ricevevano il placebo. La somministrazione: Estratto secco titolato in iperoside minimo 0,3%. Quantità giornaliera: 400-600 mg di estratto secco al giorno in due somministrazioni al mattino e sera. Controindicazioni: nessuna degna di nota. Valeriana E' una pianta erbacea perenne che cresce soprattutto nel sottobosco umido delle regioni fredde europee e asiatiche e, secondo Linneo, deve il suo nome a un re Valerio che fu il primo a utilizzare questa pianta (ma secondo altri deriva da Valeria, una provincia della Pannonia, nell'Ungheria meridionale, dove la Valeriana cresce in abbondanza. Dalla radice raccolta nei mesi primaverili si ricava l'estratto secco nebulizzato e titolato in acidi valerenici totali minimo 0,42%, secondo la Farmacopea italiana. Attenzione: prodotti non titolati o titolati in sostanze diverse (ad esempio valepotriati, fragili e facilmente alterabili), non vi offrono garanzie di efficacia. Quando serve: è una pianta attiva sul sistema nervoso centrale, sul quale esercita azione sedativa e favorente il sonno. Animali trattati con valeriana mostrano in effetti una diminuzione dell'attività locomotoria, dell'aggressività e un'attività genericamente tranquillante. Gli effetti sul sistema nervoso centrale del fitocomplesso della Valeriana sono anche stati paragonati a quelli del diazepam e della cloropromazina, noti farmaci ad azione ansiolitica e sedativa, e si è notato che sono simili a quelli di questi farmaci, ma la loro intensità è notevolmente minore. Alcuni studi clinici controllati effettuati su pazienti affetti da lieve insonnia hanno dimostrato che la valeriana riduce il tempo necessario per addormentarsi e migliora la qualità del sonno nelle prime ore della notte, mentre non ha praticamente alcuna azione nelle ore successive di sonno. La somministrazione: Estratto secco titolato in acidi valerenici minimo 0,42%. Quantità giornaliera: 300-500 mg di estratto secco (corrispondenti a circa 1,5-2 mg di acidi valerenici) suddivisi in due somministrazioni giornaliere, di cui una alla sera per alme-no un mese e poi al bisogno. Controindicazioni: non ha effetti collaterali importanti ma è sconsigliata in gravidanza e allattamento.