"Il Termine Officinale"
Con
il nome “officinale” si intendono tutte le piante
spontanee e coltivate contenenti al loro interno principi attivi
utili per la cura o la prevenzione delle malattie dell’uomo,
degli animali e delle piante.
Officinale deriva da officina, laboratorio ovvero luogo di trasformazione
all’interno del quale le erbe vengono essiccate o lavorate
fresche per preparare tisane, creme, tinture, sciroppi, ecc..
Infatti, fin dall’antichità le erbe erano utilizzate
per estrarre con tecniche diverse i principi attivi utili per
la medicina.
Nell’ambito delle specie officinali possiamo fare distinzioni
in funzione del loro utilizzo: piante come la salvia, il timo,
la menta hanno un interesse culinario, sono infatti utilizzate
in cucina per l’aromatizzazione di minestre, dolci, zuppe,
arrosti;
alcune piante hanno invece proprietà coloranti quali la
camomilla, il cartamo, lo zafferano, la calendula, l’achillea;
altre ancora sono considerate tossiche o velenose come ad esempio
la cicuta, il mughetto, il gisquiamo, la brionia, l’oleandro.
Interessante è anche l’utilizzo di molte specie officinali
spontanee che, con i loro fiori, attirano le api permettendo di
migliorare e aumentare la qualità dei mieli;
queste specie sono chiamate mellifere e sono ad esempio il tiglio,
il biancospino, la salvia, la lavanda, il coriandolo, il tarassaco.
Inoltre quasi mai si pensa all’impiego delle erbe officinali
a fini decorativi ed ornamentali anche se, molto spesso, sono
presenti in giardini perché naturalizzate o perché
i semi sono stati portati dagli uccelli o dal vento.
Macchie colorate di rosso, di giallo o di bianco sono date dai
fiori delle digitali, del Centranthus ruber, del timo, del piretro,
del topinambur, della grindelia, della camomilla;
di colore azzurro o blu violetto date dai fiori di malva, di fiordaliso,
di echinops, di eringium, delle nigelle, o il bel colore porpora
dell’echinacea purpurea.
Si
ricorda poi che molte officinali possono servire anche in agricoltura
biologica nella prevenzione e nella lotta contro i patogeni e
i parassiti delle piante coltivate, basta pensare ad esempio alle
piretrine contenute nella pianta di piretro e tossiche per mosche,
afidi, zanzare, ma non per l’uomo.
L’essenza di menta, di lavanda, di timo possono essere impiegate
per ridurre la presenza di alcuni patogeni sulle piante; l’estratto
di ortica, abbondante negli incolti e nelle vicinanze di terreni
ricchi di sostanza organica, è un buon repellente per gli
afidi e un concime per le piante.
Infine, importante è l’utilizzo di molte piante nella
cosmesi mediante l’impiego degli oli essenziali, delle gemme,
delle mucillaggini, ecc.; rientrano in questo gruppo piante come
la calendula, la camomilla, la lavanda, la salvia, il pino, la
malva, l’altea e tante altre.
Il ricorso alle officinali in Italia in questi ultimi anni sta
sempre più aumentando grazie anche ai positivi risultati
di studi e ricerche condotte da aziende farmaceutiche, erboristiche,
cosmetiche e alla sempre maggiore richiesta del consumatore di
prodotti naturali.
L’uso delle erbe e dei suoi derivati da parte dalla maggior
parte delle persone è visto come una alternativa alle medicine
di sintesi con la garanzia e la sicurezza di non incorrere in
tutte le controindicazioni che si ritrovano in molti farmaci di
derivazione sintetica.
Per tanti le erbe possono essere utilizzate senza incorrere in
nessun rischio di intossicazione.
Tutto questo, però, non è sempre vero. Si debbono
considerare le “erbe” come piante medicinali e perciò
farmaci a tutti gli effetti. Sarebbe bene quindi cancellare il
concetto di pianta medicinale uguale a naturale e, pertanto,
priva di effetti collaterali.
Certamente la natura mette a disposizione dell’uomo una
grande ricchezza di prodotti dalle straordinarie proprietà
terapeutiche alcune delle quali ancora insostituibili e tante
ancora da scoprire. All’interno del mondo vegetale vi sono
però piante tossiche e velenose. In molte zone a causa
dell’inquinamento ambientale le
piante assorbono sostanze nocive dall’aria incamerandole
nei propri tessuti e se i vegetali non vengono controllati precedentemente
l’impiego, possono diventare causa di intossicazioni.
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